La vendemmia 2018 sta per partire, l'intervista a Michele Tessari.

La vendemmia 2018 sta per partire, l'intervista a Michele Tessari.

Dal lavoro in vigna tra cambiamento climatico e difesa fitosanitaria, al lavoro in Cantina con le analisi finalizzate ad individuare il momento migliore per la raccolta...

6 domande e 6 risposte per conoscere come la squadra Ca' Rugate si sta preparando alla prossima vendemmia, con Michele Tessari.

Piogge intense e brevi, ondate di calore circoscritte, come si preannuncia il 2018 di Ca' Rugate, parlando di vendemmia?
La vendemmia 2018 è oramai alle porte dopo un'annata particolarmente articolata sul fronte del meteo. Il tema del cambiamento climatico repentino e veloce è sempre più attuale. Da Aprile sino ad oggi la squadra viticola di Ca' Rugate ha lavorato senza risparmiarsi negli 82 ettari di vigna, gestendo con grande impegno un'annata agraria non facile.

Rispetto al 2017 la produzione di uva sembra in generale più ricca, merito delle grandi riserve idriche maturate. Le uve Ca' Rugate in che modo stanno maturando?
E' un po' presto per fare una stima corretta per quanto riguarda la produzione della vendemmia 2018, aspettiamo le prime uve in cantina per avere una conferma relativamente alla bontà della produzione. Di certo, rispetto all'annata precedente, stimiamo un raccolto in linea con i nostri fabbisogni aziendali e la qualità che ci siamo prefissati di raggiungere. Anche quest'anno la Garganega si è confermata una cultivar generosa che con i diradamenti di luglio è stata calmierata ad hoc. Fra qualche giorno il testimone di chi ha lavorato in vigna passerà alla squadra di cantina che è già al lavoro con solerzia, nonostante questi giorni di vacanza, con analisi e curve di maturazione, atte ad individuare il momento migliore per la raccolta.

Quest'anno i trattamenti sono stati frequenti, ancor più per chi lavora la vigna in biologico, come siete intervenuti a tutela delle uve e della produzione?
L'approccio alla difesa fitosanitaria è stato rigoroso e puntuale. Ca' Rugate, essendo un'azienda biologica, ha dovuto essere ancora più attenta alla gestione della protezione delle uve e del terreno. Mai come quest'anno è stato determinante il fattore tempestività che, immediatamente dopo le piogge, assai frequenti, ci imponeva di entrare subito nelle vigne.
Ribadisco quindi ancora di più il plauso a tutti i ragazzi della campagna che si sono dimostrati preparati e pronti alle sfide quotidiane del meteo.

A quale annata la paragoneresti?
Questa è una domanda suggestiva e frequente, alla quale è comunque difficile dare una risposta in quanto le peculiarità di ogni millesimo restano patrimonio di unicità e irripetibilità.

Incrociando le dita (perché in tempo di vendemmia si viaggia a vista), lo scenario ad oggi sembra positivo sotto il profilo quantitativo, per la qualità? 
La fiducia, al di là delle caratteristiche globali delle annate agrarie, è concetto essenziale per l'imprenditore e l'azienda che guardano al futuro con obiettivi e progetti chiari. Oltre alla fiducia, abbiamo la consapevolezza che i nostri cru aziendali e mi riferisco a Monte Fiorentine, Campo Lavei e Punta Tolotti rappresentano una garanzia qualitativa in quanto figli di terroir speciali, in grado di assicurare un’eccellenza costante nel tempo che va oltre le avversità climatiche.

Come si sta muovendo a tal proposito l'asset viticolo di Ca' Rugate?
Partendo dal concetto che prima di produrre il vino bisogna essere coltivatori di uva, l'asset viticolo è essenziale e strategico. Ad oggi sono 82 gli ettari che coltiviamo a vigneto. Nel 2018 abbiamo rinnovato circa 3 ha di vigneto aziendali, consolidando cru conosciuti e mettendo a dimora vigne nuove in località vocate. La vera forza delle aziende agricole come Ca' Rugate credo si possa leggere nel patrimonio agricolo a disposizione e nella gestione delle vigne, veri cardini imprescindibili della solidità aziendale.

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